"inutile"
e, quante cose vorrei dirti stasera,
di quando t'incontrai tra i banchi di scuola,
di com'eri bella sin d'allora con il faccino pulito,
di quando mi desti il primo bacio di nascosto,
di come fosti, fummo invidiati dagli altri, tutti,
di perché poi d'improvviso svanisti nel nulla, e
quanti ricordi mi pervadono stasera
sfogliando il nostro libro di foto e sospiri,
rivangando il tempo di massima nostra unione,
eravamo una cosa sola tu, io, noi nel mondo,
speravamo di finire i nostri giorni insieme,
mano nella mano, teneramente abbracciati,
un corpo solo come quando sulla spiaggia
diventai uomo e tu meravigliosa donna e,
quante lacrime scendono sul mio viso stasera,
la colpa è stata mia, la colpa è stata tua
chissà forse il fato così ha voluto, era già scritto
che il nostro incontro doveva durare pochissimo
il tempo delle mele, le nostre mele è diventato sterile
non produce d'allora più frutti, a che servirebbero
se i padroni sono volati via come passero da gabbia aperta, e
ripassando mentalmente il film della mia vita stasera,
mi rendo conto che la ripresa più importante il regista divino
non l'ha girata, forse non ha voluto girarla per darsi modo
di riprenderla in cielo nell'altra nostra vita, quando serenamente
più nessuno potrà dividerci, farci del male, tenerci lontanissimi,
perché lì il tempo si fermerà ed insieme rideremo di questo tempo,
inutile.
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Commenti (1)
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Claudio Toccafondi28 luglio 2014
Bellissima poesia, piena di sentimenti e di verità, mi ha commosso. Sei sempre un grande della poesia