Tracce di fiume
Pier Giorgio Cadeddu
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Tra gli oleandri e il sole del mattino
il riflesso di verde dei tuoi occhi
Ha fermato lo scorrere dell’acqua,
specchio disperso nelle pozze chiare
per navigli di poche nuvole basse;
soffiava un vento basso
fine estate
sui nostri corpi assenti alla pianura,
e la polvere scura copriva
i nostri amori,
immobili aquiloni senza vento
corpi intrecciati nei timori ansanti
di una passione
persa
dentro un cerchio di luna;
niente parole e cronaca,
niente voli di corvi o grida di pastore,
non è stato fruscio,
muto di voci senza suoni,
che si è dissolto polvere
tra le tue braccia;
solo un istante immenso
siamo stati roccia di riva,
fiumi senza mare;
ma l’immobilità è finzione
e sei volata via leggera,
libellula a cercare un altro stagno;
non so, non me lo chiedo
se quel futuro avesse già un passato
pronto a ricominciare le sue trame,
ma in tempi di tramonto
quando la luce piange l’assenza
tra tamerici e canne
sento un ronzare d’ali
disegnare d’amore
la tua ombra di donna.
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Pier Giorgio Cadeddu
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