Ti rendo
Sibila, gatto astioso ed in calore,
la tua parola,
nel furore fugace
che nulla tace e nulla spiega e non consola
tra le righe paurose di mascara.
Evoca forte, tuono senza lampo,
verbo rapace che il pensiero strega
e che non lascia scampo.
Poco rimane fermo tra le dita
dell'opera artigiana, di bottega,
mentre mi dico: “è la vita amara”.
©
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