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Impressioni 22 luglio 2014 · lettura 3 min · 6056 letture

Divagación de un confuso pensamiento

A
Arelys Agostini 692 poesie pubblicate
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Angosto el camino al transitar, grandes las botas que pisan la yedra, pequeño el guerrero que observa la vía, me ojea y me habla entre dientes: . -¡Dicen que murió el poema! - . Me aferro al centro al trastabillar, doble es el filo del abismo, diferente y semejante en su altura; no caigo, me frustra el paralelo del desigual que al mío asemeja. . Y qué opuestos que somos, pero libres en la tierra de nadie, allá, donde los bordes te llaman, allá, donde el minuto no cuenta. . Y me envuelvo en paradojas al escucharlo hablar con cifrada ligereza, y no sé bien si sus heridas son velas o las lágrimas salinas negras. . Pero, ¿quién entiende la agonía cuando toca su réquiem, que furtiva se disloca entre adelfas y malezas? . Me aquieto, lo escucho murmurar como a un desesperado: . -Que me regresen al exilio entre espuelas y cascabeles; no soporto el desdén de quien se cree un poeta.- . Agudizo mis sentidos con mi perplejidad vuelta leña; ya no sé quién es el loco o si es mi mente que le sigue la corriente. . En este ir y venir que corre tras las venas, me resigno y le pregunto: . ¿Pero quién murió, el poeta o el poema? . Se sonríe y se regresa al camino, allá, donde el desigual se me asemeja. . Divagazione di un confuso pensiero . Angusto il sentiero da percorrere, grandi gli stivali che l’edera calpestano, piccolo il guerriero che osserva la via, mi scruta e mi parla tra i denti: . -Dicono che il poema è morto!- . Mi aggrappo al centro, vacillando, doppio il taglio dell’abisso, diverso eppure simile in altezza; non cado, mi frustra il parallelo del disuguale che a me somiglia. . E siamo così opposti, ma liberi nella terra di nessuno, là, dove i bordi ti chiamano, là, dove il minuto non conta. . E mi avvolgo in paradossi nell’ascoltarlo parlare con cifrata leggerezza, e non so più se le sue ferite son candele o lacrime salmastre e nere. . Ma chi comprende l’agonia quando intona il suo requiem, che furtiva si disloca tra oleandri e sterpaglie? . Mi acquieto, lo ascolto mormorare come un disperato: . -Che mi riportino in esilio tra speroni e sonagli! Non sopporto lo sdegno di chi si crede poeta.- . Acuisco i miei sensi, la perplessità ormai fatta legna; non so più chi sia il folle o se la mia mente gli tiene il passo. . In questo andare e venire che corre nelle vene, mi rassegno e gli domando: . "Ma chi è morto, il poeta o il poema?" . Lui sorride e torna sul sentiero, là, dove il disuguale a me somiglia.
#Sentimento#Vita#Malinconia#Separazione#Coraggio
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"Se la tua vita arde, la poesia è la cenere" -Leonard Cohen -

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L'autore
Arelys Agostini

Arelys Agostini, Italo venezuelana; è una poetessa "dilettante". Le sue poesie sono un viaggio attraverso emozioni crude e speranze tenaci, espresse con un linguaggio che danza tra passione, denuncia, introspezione, e il suo impegno nel denunciare le ingiustizie, senza perdere l’ironia. La natura è spesso presente nel

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