Le mie fatiche
fausto di pasquale
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Ho scalato i miei sogni
per giungere fino a lei.
Non era giorno e
non era buio,
erano solo dei sogni.
Mi sono arrampicato
con gli occhi chiusi
per paura di svegliarmi.
Mi sono aggrappato
ai ricordi ed a
mille illusioni ma,
scivolavo
sempre più giù.
Le mie mani
come i miei sogni,
non trovavo
nessun appiglio.
Un brusio penetra
nella mia stanza
nubi di zucchero filato
tapezzano pareti e
specchi impertinenti.
Apro gli occhi impaurito,
la scorgo
dolce e tenero è
il suo sorriso e
tra le mani
una tazzina di
bollente caffè.
Le faccio posto
tra le mie braccia e dentro
un letto ancora caldo.
Il giorno
può ancora attendere.
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fausto di pasquale
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