Fanciullino
fausto di pasquale
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Ero ancor fanciullino
quel dì che ti toccai.
Piccole mani inesperte,
titubanti, timorose,
si persero in te.
In cerca andavo del saper
di ciò che non sapevo ancor.
Angolo buio, bocche cucite,
occhi che non vogliono vedere
ciò che veder si vuole.
Rossore in volto e nella mente,
sudore e paura si mescolarono
nel silenzio di un caldo mattino.
Veste bianca e pudica
pian piano scivola giù a
mostrar innocenza.
Rumore di passi, palpiti a mille,
gambette tremolanti,
castighi immaginari, vergogna
dal manto nero.
Abbracciati siam rimasti
per tanto tempo ancor.
Ero ancor fanciullino
quel dì che mi innamorai.
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fausto di pasquale
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