Come quelle foglie

Lo sguardo testardo
apposto sul limite d’un fiore
e tante braccia, per avvolgere ciò
che conservavo negli occhi
Un solo fiato, ancora prese posto
nella buia dimora dei miei giorni
.
È di questo pensai
con dolo nel cuore
dopo
Quando netta la bruma
sollevò ogni sipario di rara solitudine
E
Quale frase, quale oscenità!
quali labbra insignificanti!
a cincischiare miti per bambini
come
per nutrire di quel cuscino d’ombra
ogni perplessità per questa vita.
Ella, pose la mano
sul ventre tiepido
La sua casa
uno spioncino, dall’altra parte
le scale che davano al giardino
Era autunno
e tutto sembrò
vacillare
come quelle foglie
©
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L'autore
EnzoL
Impossibile detergere vera poesia con poche parole dal basso del ventre. È necessario spesso incidere, Escludendo dal suono la semantica. Ritrovando del lemma l’origine. Quell’espressione armoniosa che esula dal senso stesso di una frase compiuta
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