Cangiante
Hariseldom
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L'odore della pelle
sul letto di lei
era piuma di stella
arruffata e genuflessa
in preghiera come in una messa.
Le sue mani
alzavano il mio mento
con strafottente seduzione
di un amore
comprato al mercato della stazione.
E la pioggia sui vetri
rimbalzava
come il suo ventre su di me
a goccia
senza respiro.
La musica araba
sulla radio
sembrava una danza del ventre.
La sua bocca
sussurrava
di un amore sconfinato
e lei all'improvviso
si alzò i capelli
e il suo seno
divenne briglia selvaggia.
In quel pomeriggio
a Bucarest
di un inferno di piombo
con le mani disegnammo
un amplesso profondo
e i nostri corpi si attaccarono
come unica carne.
Il piacere
spesso come fulmine
al tramonto
divampò nella stanza
accecandoci i sensi
e sfiniti
sulle lenzuola
rimanemmo
l'eterno istante del dopo
l'eterno istante di un piacere
appagato.
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Hariseldom
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