Fiamma della candela
Roberto Pozzi
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Strofinando il rosso zolfo
del minuscolo fiammifero,
esiliati da torbidi passati
in un mondo stregato
dove il nulla era diventato
la triste realtà dell’arido giorno,
due solitari raggi di luce
avevano acceso tra loro
la debole scintilla dell’eros.
Incandescente infatuazione,
sortilegi studiati al tavolino
e mazzi di tarocchi premonitori
del vecchio oracolo maledetto
non avevano evitato
l’inevitabile caduta libera
nell’oblio dei sentimenti
dei romantici amanti
rimasti incantati dal perverso gioco
della sfacciata seduzione.
Senza nessun paracadute,
tra burrascosi soffi d’affetti
e incontrollabili repressioni,
l’improvvisa bufera dell’abbandono
aveva spento la fiamma della candela
nell’inferno di una mortale desolazione.
Nella stanza dei desideri
era ritornato il buio più cupo,
ma non per molto tempo,
il benevolo vento del perdono
aveva riacceso il lume di quel bel cero,
il cerchio della vita era ritornato perfetto
in quel continuo temporale,
la stessa immensa sofferenza
che all’inizio aveva unito
due anime dannate,
le aveva poi divise,
scaraventandole senza pietà
nella spaventosa solitudine
dei reciproci affranti se’
a implorare da chiunque
una ragione di vita!
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Roberto Pozzi
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