Il corvo

Nacqui nel millennio scorso da pochi ma onesti genitori. Scrissi la mia prima,orrenda, poesia all'età di otto anni e da allora non ho ancora smesso nonostante sia stato diffidato più volte. Scrivo in italiano ed in vernacolo livornese, in versi sciolti o legati alla metrica sui più svariati argomenti. Amo la satira,
Commenti (2)
Stupenda lirica, l'ho letta tutta d'un fiato! Una riflessione personale che ha partorito dei versi veramente meravigliosi, nonostante il peso della malinconia, sei riuscito a trovare l'ispirazione per una poesia davvero piena di concetti personali e di sensazioni dell'anima, hai riportato alla memoria vicende di vita vissuta e in questo non sei il solo, mi sono ritrovato nei tuoi versi, questo sta a testimoniare che quando si scrive non si è mai soli, c'è sempre un "sosia" che si riflette nelle nostre situazioni personali. Grande, complimenti.
Con la sua solita maestria, il Tarabella ci dà qui un'esemplare raffigurazione della depressione, sotto forma di corvo. La poesia mi ha fatto immediatamente ricordare un simile fado portoghese, con parole di J . Monge, "O Corvo", appunto: "Tenho um corvo à flor de pele / Vive de uma ferida aberta / (...) / Entra pela minha vida / Como a lua no jardim / (...) / Diz que se chama Saudade" . La depressione, o la saudade, ci comunicano sempre un senso dell'inutilità delle cose, anche della scrittura quindi, senso destinato a sparire però dopo un po', anche perché, come acutamente nota il Garbellini, c'è sempre, in qualche angolo del mondo, qualcuno nelle nostre stesse condizioni, che trarrà un giovamento di natura omeopatica nel leggerci.
