Mimi'
Soave fanciulla:
quanto soffrire
ebbe 'l tuo cuore
quando l'amore
che era sbocciato
in quel sottotetto,
vedesti morire.
La mano di gelo
il poeta ti sfiora
alla luce del cielo
nella stanza scura,
mentre, tentoni,
finge di cercare
quel ch'ebbe a cadere.
Il lume s'è spento
per colpa del vento.
Le menti son prese
da quel turbamento
che chiamasi amore;
che ogni momento
può farti sognare,
ma, pure penare.
Il freddo, la neve,
l'inedia e 'l languore
spariscon nel breve,
al dolce tepore.
Tutta ti prende;
in cuore s'accende
la fiamma d'amore.
Dopo tanto patire
a morir sei tornata
in un'altra soffitta.
Al caro Rodolfo
non puoi tender il braccio,
tu che eri la piccina
che non voleva importunare.
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