Supponenza
elena rapisa
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Si è smarrito il cielo
A ridosso di grigi nembi un inesistente sole
guarda con occhio cieco
la brulla terra.
Frenati germogli non bucano le zolle,
non tubano colombi, non guaisce il cane
non un alito di vento turba la fissità dell'aria
Il mare, cinereo,
protesta esternando la sua rabbia,
scortica e travolge l'inerte rena.
Nei suoi oscuri abissi muovono
in macabre contorte coreografie
l'ossa scarnificate, scordate vite.
Inutile contarli, troppi sono,
mandibole serrate incrostate di coralli,
orbite svuotate tane a pesci pagliaccio
Oltraggia il suolo in fugace viaggio l'uomo
tronfio e asservito all'aleatoria breve sua trasferta
supponendosi simile a un dio
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L'autore
elena rapisa
Sono una bilancia sbilanciata eternamente in conflitto fra razionalità e sentimento: il più delle volte prevale quest'ultimo. Mi abbandono sovente al sogno e mi rintano nella solitudine per meglio scandagliare il mio io segreto e riassaporare ogni attimo di gioia vissuta. Credo fermamente che amare sia sinonimo di do
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