Lo stalliere
Anna Maria Scamarda
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Era vago, un tempo,
il senso di quei perché,
ora indomiti.
Sento l'affanno della consapevolezza,
la corsa selvaggia accecata dalle lacrime
in cerca d'una meta da seguire.
Pensieri...
come cavalli in fuga
da uno stalliere
che non ha più potere
sulle loro briglie.
Lui
li voleva sempre docili ai suoi comandi.
Senza una volontà
né un'anima
che non fossero conformi
all'assurdità del suo agire.
Ora,
accasciato sull'incredulità del fato,
le sue briglie, come serpenti,
stringono la paura
delle sue mani vuote.
Che non dà sollievo al cuore...
quando il fardello della croce
schiaccia l'anima
di chi non sa odiare.
E raccolgo il cancro delle sue ossa smunte
dove i sassi e i rovi
si fanno lanterne sulla schiena della salita,
e il fiele appare acqua di fonte
nel deserto delle mie cadute...
Fino all'ultima stazione.
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L'autore
Anna Maria Scamarda
Commenti (3)
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stefano papa22 agosto 2014
intensa e profonda lascia al lettore una possibilità di riflessione sulla conquista della nostra libertà...bella
Deborah Govoni31 agosto 2014
Molto bella, fa pensare e riflettere intensamente, ci si ritrova in questi versi ricercando la libertà.
Silvia De Angelis2 settembre 2014
Un poetare intenso e riflessivo che trasporta il lettore in una dimensione suggestiva dai toni originali che catturano la mente Poesia molto apprezzata



