Vieni

Vieni.
Ti lascerò entrare.
Si adagerebbe il tempo sulla riva
sussurrando la sua lenta risacca.
Nessun fragore d'onda
né ancore da sollevare.
Ti morderei all'angolo delle labbra,
cingendoti i polsi con struggente desiderio.
L'arida pelle, come anima smarrita,
strapperebbe l'affanno alla tua salsedine.
Vieni.
Ti lascerò entrare.
Ti nutrirò.
Mi sfamerò.
E la tua nave lascerò andare.
©
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L'autore
Oriana
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