Dal sottile intrico dei vitigni
Nino Vicidomini
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Trasvola il cuore
nei diafani amplessi di un livido barlume.
- Era questo il nostro aspettare? -
Fila mutismo, nel pallido tramonto,
l’accennato settembre;
risalendo la strada maestra
a cercare fogliame di linfa impotente.
Nel fioco vacillare di un alito giallo
il nero terriccio ha presaghi ritorni.
S’attarda nei solchi un ultimo afrore.
Era questo il nostro aspettare!...
- Chi sa se poi, finita la stagione,
andremo a sentire la notte
ai piedi del monte? -
...Sarà una sera di luna,
dal sottile intrico dei vitigni,
a portarci lassù;
dopo un lungo tramonto.
- Ferdinando alimenterà il forno
con rami di mandarino
e fresco di cantina, il vino dei Caniglia
dissolverà fantasmi di cartone. -
Berremo sorsi di tiepida gioia!...
- Annetta, intrisa di farina,
e Salvatore ad attizzare il fuoco
in una sera di luna
nel settembre accennato
a villa Filippone. -
©
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L'autore
Nino Vicidomini
__________________La mia infanzia è scritta sulle scialbe facciate dei palazzi secolari della strada che mi svezzò con il metodo antico. In quella strada vestita di storia che affaccia al Vesuvio io vidi la luce nell’umido basso di un angusto cortile; partorito sul lucido marmo del tavolo in noce c
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