E tuttavia
Francesco Falconetti
237 poesie pubblicate
+ Segui
Ho riposto speranze su appendiabiti stanchi,
arresi all’attesa
di inutili sogni di gioventù
che a goccia a goccia si scolorano
tra rivoli d’ali appesi ad asciugare al sole d’inverno.
Ed il sarcasmo sopraffà l’agonia dei sospiri
e delle fantasticherie
che vane stramazzano al suolo,
sfinite nell’attendere il ritorno,
mai così disilluso dal tempo che ci trasforma
e ci rende più amaro
il sapore acerbo di amori che muoiono
assassinati dall’impietoso tempo che scorre
lungo fiumi e rìi ormai dimenticati.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Francesco Falconetti
A volte, così docile, mi lascio cullare. Questo mutevole vento (che talvolta ritorna), mi trasporta, così lontano.
Commenti (3)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
piera tola6 settembre 2014
Ho riposto speranze su appendiabiti stanchi... vero come quando appendi per anni uno stesso cappotto, prima o poi ti stanchi si ha necessità di rinnovare il guardaroba. E pur tutta via a quel cappotto ci sei affezionato anche se all'amore non basta!
Antonella Garzonio6 settembre 2014
Inesorabile il fluire del tempo che disillude spesso i nostri sogni e le nostre speranze. Un tema a me caro, piùvolte ripreso nei miei versi, condiviso. Bravo complimenti!
Rosita Bottigliero6 settembre 2014
malinconica seppur bellissima... un tempo stanco che perseguita il vivere... bella



