Il pensiero
Giuseppe Fulco
73 poesie pubblicate
+ Segui
Celato, riposa negli angoli bruni come un gatto sazio
e si confonde tra le dune sabbiose d’ un ricordo arido.
A volte se ne scorge la coda, a volte sol lo strazio
per esser tutto fuorché impavido.
A volte emana cattivi odori, direi riluttanti!
Come le carogne che marciscono al sole,
o i silenzi lasciati dagli amanti.
A volte rimpiange la sua prole.
E ‘ sempre il miglior Re sulle sue corone:
se non è in grado di sporgersi dal trono,
si limita ad osservare le gesta a lui prone
di una foto ingiallita o di un vecchio sogno.
Poi, come una saetta irrompe
nella stanza vuota di colore
irrorando le pareti di trombe,
e si scioglie in un respiro come cera inodore.
Ritorna sonnolente a bivaccare tra le mute vicende
di cui il cuor, destriero ribelle,
si nutre come un lupo e poi si distende.
I suoi sobri deliri scuciono la pelle.
Oh, quante strade ho percorso
per raggiungere i suoi cimiteri!
Diverse volte l’ho raccolto sul dorso
e come un mulo ho trasportato i suoi ieri.
Or lo sento che risale
e i verdi arcieri lo trafiggono
in un trionfo di archi, frecce e spade,
rimandandolo sanguinante sul trono.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Giuseppe Fulco
Nasco il 27/02/1980 a Reggio Calabria. Trascorro i primi anni di vita con mia madre e mia sorella. Anni interrotti da brevi incontri con mio padre che per motivi di lavoro si trasferì in provincia di Cuneo pochi mesi dopo la mia nascita. All' età di cinque anni mi trasferìì definitivamente con tutta la famiglia nella
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!
