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Sociale 6 settembre 2014 · lettura 1 min · 2232 letture

Di Luce

Anna Maria Scamarda 386 poesie pubblicate
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Dove ha inizio il confine tracciato dalla linea che disgiunge il personale dal sociale? E' implacabile la ragione! Non sbaglia mai. Ma perché, allora, il cuore disdegna i suoi servigi? E relegavo in un angolo, nei meandri più nascosti del "confinato io", imprigionata, come fosse una ladra di false speranze, la libertà. Intanto, sempre più, mi facevo trascinare dai tuoi bisogni. In un circolo vizioso senza uscita. E soffocavo il Sogno... in quel luogo limitato senza stelle. Sorpresa, l'anima mia, empiva di Luce quel che toccava. E nelle stanche lune ungeva la ruggine delle catene con la fierezza dei gigli e la rinascita del mandorlo. Gli occhi che emergono da così lunga oscurità, in quel tratto ostruito del cuore alle catene, han bisogno di tempo... E il tempo che fra gli aguzzi spigoli di tanta sofferenza ha disputato col fato la mia sorte, sconvolge lo schiudersi dell'iridi fra le sfuocate sagome dell'aria che mi sfiora... Niente è riuscito mai a sconfiggere, dentro me, l'Amore... oltre i confini dell'io.
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La libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare. (Piero Calamandrei) Ovunque l’anima umana si trova tra un emisfero di luce e uno di buio, ai confini di due imperi eternamente nemici: Necessità e Libero arbitrio. (Thomas Carlyle)

L'autore
Anna Maria Scamarda
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Commenti (2)

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Mariasilvia12 settembre 2014

E' più facile trascinarsi dentro i bisogni della ragione trascurando le ragioni del cuore. La linea è sottile... e il passo non è semplice. Forse è ancora inspiegabile il mistero che avvolge l'essenza intima dell'Io. Una lirica piena di parole graffianti chiuse in un cielo di vetro in prigione... in quel tratto " ostruito del cuore". Emozione che regali ogni volta. Meritatissima vetrina.

Gionata Longo16 settembre 2014

E il tempo che fra gli aguzzi spigoli di tanta sofferenza ha disputato col fato la mia sorte, sconvolge lo schiudersi dell'iridi fra le sfuocate sagome dell'aria che mi sfiora... Io penso che questa strofa poetica sia degna dei grandi classici della Letteratura Italiana.