Vigevano bambina
Francesco Falconetti
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Vigevano bambina
ha il sapore di neve, fumi scuri di Mecap su muri infreddoliti
e nebbia illuminata da fari accesi.
Le strade fiorivano tra i campi,
mentre la periferia allegra respirava, ancora, l’aria fresca del mattino
e neve, quanta neve inzuccherata sui balconi addolciva l’inverno
con il suo sapore al caffè.
Viaggia, nell’istante d’un ricordo
allontanato dalle dismemorie che sobbalzano,
tossendo passeggiate
mano nella mano dimenticate
E lontano, lontano saluta distante quel cortile arrotolato dai giochi di bambini
quando le madri, al calar del sole,
richiamavano, dall’alto, il pasto caldo della sera.
©
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L'autore
Francesco Falconetti
A volte, così docile, mi lascio cullare. Questo mutevole vento (che talvolta ritorna), mi trasporta, così lontano.
Commenti (1)
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Berta Biagini11 settembre 2014
Mi è piaciuta molto l’immagine di quel cortile arrotolato – rende perfettamente l’idea del momento in cui tutto dovevamo abbandonare onde poi ritrovarlo il giorno dopo cominciando di nuovo a gioire di quanto da lassù veniva elargito. Letta e riletta per assaporare di nuovo momenti indimenticabili vissuti.

