Perfectio

Vorresti che io fossi
più della perfezione,
perché la perfezione a te non può bastare.
Un’anima tersa,
dalla trasparenza del cristallo,
della quale raccogli i frammenti.
E li ricomponi
a tuo piacimento.
Per sentirne il suono silicico,
per scongiurare il pericolo
di un doppione.
Ma filamenti di DNA
che si trovano in me,
sono anche nel tuo sguardo.
E allora,
con gli occhi,
diventi il mio cambiamento.
Nonostante io provi
a guardare oltre,
però senza volerti cambiare.
Quando mi ricordi che posso soltanto
essere unica.
O nostalgia
che si misura nel pallore del viso.
Io in posizione fetale,
nel sonno dell’attesa,
fragile e vulnerabile.
E il giorno che verrai,
non camminare scalzo,
non farlo mai più davanti a me.
©
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L'autore
Alexis
Io sono eterea, intangibile, virtuale. Non sono che astrazione sublime. Un'immagine algida, evanescente, sfilacciata e vacillante, in abito nero.
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