E io canto un’eco di confine
Rita Stanzione
1949 poesie pubblicate
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Ti ho visto cambiare viso
cambiare voce
cambiare le note alla nostra canzone
Le mani, piacevole inganno
ora come argilla
macchiano le ore alla notte
E io canto, un’eco di confine
sulla carta geografica
Ho la bocca profumata di vento
e qualche ora di vuoto per te
ma l’acuto è tanto sottile
che l’assorbe uno sbaglio
-un miraggio?-
qualche cosa di fragile
e franto
non vorrei sbagliare
forse sei tu
©
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L'autore
Rita Stanzione
Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
Commenti (3)
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Silvia De Angelis15 settembre 2014
Un tema d'amore della vita, espresso in versi davvero originali, di piacevolissima lettura. Poesia molto apprezzata
Annamaria Barone16 settembre 2014
ma che meraviglia! Ci sono Poesie che incantano per suono e per visione, ci sono poesie che leggi e senti, immediate, sottili e soavi ti entrano dentro e si accoccolano tra le pieghe dell'anima.
B
Barba25 settembre 2014
Meravigliosa nel suo incedere con sospetto, fra l'argilla ed il vento, e quella chiusa tra l'amaro e l'amore.


