I figli del destino
Mostro dalle cento mani
pronto ad afferrare
le nostre vite
per farle a pezzi
o per inneggiarle
Relitto di una barca
che un po’ galleggia
un po’ va a fondo,
ci conduci a vivere d’affanni
affamati e scalzi
o coperti d’oro e gloria
a volte negli abissi
a volte nei cieli
così,
senza una ragione apparente
E noi?
Noi, soli,
alla ricerca di verità
tra lutti e amori
tra successi e onori
all’infinito dai
all’infinito togli
ci regali la vita
ci regali la morte
Siamo i miserabili
i vinti, gli oppressi
oppure siam potenti
osannati e impavidi
ma alla fine stessa sorte
riservi a noi mortali
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Enrico Baiocchi17 settembre 2014
Mi fa pensare a: "a livella" di Totò, la signora nera che riallinea tutti sullo stesso piano, chi ha goduto e sorriso e chi ha pianto e sofferto, senza alcuna compensazione, ma con un unico finale.
