La sua arresa solitudine
Francesco Falconetti
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L'ho lasciato lì,
tra campanelle e nuvole,
avvolto nel frastuono di banchi e di 'bambini'
lo ritrovo qui (nel parco)
seduto - immobile - nella sua arresa solitudine,
che (pare) eterna l'avvolge,
messo lì in disparte,
alle spalle della vita
che gioca a palla coi bambini
che corrono, sì, che corrono
incontro alla vita che l'attende
che, pure, scorre sulle sue livide vene
che di bluastro avvolgono
il suo rassegnato abbandonarsi alla vita,
già dimenticato.
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L'autore
Francesco Falconetti
A volte, così docile, mi lascio cullare. Questo mutevole vento (che talvolta ritorna), mi trasporta, così lontano.
Commenti (1)
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Rosita Bottigliero20 settembre 2014
Poesia che evidenzia una realtà... Molto apprezzata. Bellissima

