Angosce

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Questo fanno le angosce farci stare male, soffocarci la voce la voce che vuole uscire ma, l'io che non è morto quando è più forte non s'arrende e trova nella speranza sempre la voglia di continuare a lottare...
Io non parlerei tanto di angosce ma la capacota' di estrapolare ina visione intima di quello che ci tormenta e questo in senso aperto e non personale in quanto l'autrice apre alla percezione del lettore.
Richiama in poesia le paure di un buio impellente e le ataviche orde di devastazione evoca impreziosite di sensazioni . E’ un camminare sul filo invisibile delle due facce del nostro essere interiore dove voliamo, cadiamo, precipitiamo nel nulla, (o è solo il normale incedere che avviene) la lotta tra l’avere e la mancanza, tra il bene e il male, tra la realtà e la nostra personale visione di essa. L’angoscia è una tenaglia che stringe e soffoca, sensi di insicurezza, necessità di colmarla, di renderla conforme ai nostri desideri, al romantico sentire la vita, così la leggo.



