Ancestrale

Comunque vada, dopo la mia partenza,
accendi un’altra Dunhill
e prova a ricordarti di me.
Premessa della mia esistenza,
custode di ricordi della mia famiglia mancata,
mio portatore di luce.
Mi indichi il giusto percorso,
oltre questo presente
a cui manca un passato.
Nell’esile ieri di giorni insieme,
mia ala protettrice.
In ogni lacrima che nascondo,
in ogni parola o silenzio,
guardando a un nuovo futuro.
Ti ricordi di me?
Quando Ptah forgiava l’uovo,
nella sua forma perfetta.
Qualcosa di antico,
ma senza memoria.
Ancestrale minerale
che è nascosto
al centro della terra.
Risiedi nel mio petto,
da sempre
e lì sarai per sempre.
Siamo due sconosciuti?
Io ti so di un mio
che ha nell’anima
le radici.
Indissolubile patto di sangue,
per fato, per fede.
Penetrato come la vita,
più forte del bene,
più atroce del male.
Attecchito
nella mia materia
e nel mio impalpabile.
E chissà se già sentivi di conoscermi
prima che io nascessi.
Affetto viscerale
che racchiude
le vibrazioni dell’universo.
Allora la mia partenza
non sarà l’omega del nostro legame.
Quando andrò via,
ti prego,
non ti scordare di me.
©
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L'autore
Alexis
Io sono eterea, intangibile, virtuale. Non sono che astrazione sublime. Un'immagine algida, evanescente, sfilacciata e vacillante, in abito nero.
Commenti (1)
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massimo turbi26 settembre 2014
le divinità del tempo elargiscono doni nellla stessa misura del tempo che libra tra il maestrale oltre la corte delle emoxioni che ramifica al di la della voglia di lasciarsi indietro le peculiiartà elettiva di vibrare verso l'emisfero illuminato da Dio struggenti emox che danno l'idea del cercarsi attraverso le metamorfosi dell'anima molto ben scritta

