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Riflessioni 22 settembre 2014 · lettura 2 min · 1331 letture

Parlavo con me stessa

Mirela Stillitano 27 poesie pubblicate
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E tu, cosa nascondi in quegli occhi? Chi vorresti incantare con la poesia? È prerogativa dei matti giocare con i versi dare ad ogni senso una rima intrecciando la corteccia e l'edera di ogni dolore, denudato della gioia. Canti, canti e tutto stona e pretendi di cambiare qualcosa con una melodia debole? Urla più forte, che sia una sillaba tonante, una virgola incandescente, un punto senza una fine. E matta diventerai anche tu, a rifletterti nelle acque limpide dei savi, purificandoti della normalità, aspirando a credere che un sogno non si sciolga come neve con un misero calore. La maestria di un artigiano a forgiare parole, nessuna buona a garantirti amore, se non sorsi di nuvole... dove abita la tua mente, sposa sgualcita e tradita dal cuore? E con quella bocca cosa vorresti dire? Dei fallimenti non taci le delusioni enumeri con orgoglio, rendi ancora vergine di verità la gola che strozza quello che non sai inventare, bagnando cento volte il foglio di umiltà. Occhi e bocca traboccanti di incanti e misteri mai svelati stupidi e falliti nel gioco della vita, tacete, è una follia, struggersi di poesia! E tu, anima che ti spegni e e non mostri orgoglio a chi ti disprezza, stai nascosta dietro questo immobile volto che cela insondabile tristezza, non attendere risposta, parlavo con me stessa e non me ne sono accorta.
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Mirela Stillitano
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