Quel giorno in cui Dio inventò il gelato
Hariseldom
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Erano tempi cupi
di preti e di santucchiare
donne di fede sopraffina
qualcuna onestamente cretina
S'andava tutti i giorni a messa
riempiva di santini
la marchesa e la contessa.
In piazza i comunisti
erano due gatti
e il duce preparava
la sua marcia
camicie nere
e gagliardetti
infastidivano le bambine
ai giardinetti.
In gran pompa magna
stava il generale
sotto il balcone
aspettando che qualcuno
gli regalasse dell'uva e del melone.
Ora io,
che non sono credente
e pure alla leva renitente
di tutto quel trambusto
ci trovavo un gran gusto
e approfittavo a corteggiare
la figlia del futuro federale.
Aveva lei seni prorompenti
che metteva in vista
con un simbolo di fede
blasfema immagine di rapina
era proprio assai bona
la Gina.
Fingevo d'essere imbecille
così m'evitavo d'andare a messa
e approfittavo per corteggiare
anche una commessa.
Non ero comunista
quasi anarchico
mazziniano
bolscevico
e mezzo indiano.
Mentre mi annoiavo ad aspettare
la fine della funzione
domenicale
ecco arrivare Dio in bicicletta
che mi diede di getto
una visione
un gelato da vendere
a un milione
di camicie nere
e furfantelli
per rendere la vita
ai più, belli.
Dio mi perdonò dei miei peccati
e ridendo mi diede anche un fischietto
a lui i preti non sono mai piaciuti
preferisce quelli come me
magri o panciuti.
Questa signori è la storia del gelato
altro che santuario del peccato
ma grande delizia di ogni palato.
Ah la Gina?
Lei amava molto quel gelato
di fragola
cioccolato
e caramellato.
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