Di cosa parli, poesia?
Mirela Stillitano
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E se smettessimo di parlare
di sole, luna e stelle,
di cieli azzurri e nuvole
mari, fiumi e laghi
tramonti, albe, quiete e tempesta,
rose, odori, colori?
Su, parole umili, eclissatevi
nell'ecatombe della semplicità!
Salice, non piangere, cuore non battere
tempo non contare
ricordo non bussare, amore
ah, amore, tu per primo sarai trucidato
dalla censura aulica!
Respiro, sospiro e fiato
tristezza, amarezza e dolcezza
abbracciatevi nell'oblio,
erba nel prato calpestato
foglia e vento, stagioni, emozioni
scivolate insieme in qualche altrove
sogni e speranze, realtà e illusione
crogiolatevi nella dimenticanza
musica e danza, spegnetevi
nell'insensibilità di spiriti stonati.
E se smettessimo di raccontare
l'insano umano quotidiano?
Presto, a me un vocabolario!
Mi accingo a contorcere le parole
fino allo spasimo del sapere
senza riuscire a inventare nulla
più che versare melassa accademica
sulla fatica di una formica.
E se non smettessimo di vaneggiare?
Che tu sia di banalità oscena,
lirica della mia vita
quanto basta ad accapponare
le medaglie dei blasonati aedi
illustri sconosciuti
ai sentimenti!
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Mirela Stillitano
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