Lo Specchio
Se mi specchio, di maschera ornato,
rifletto oscuro profilo
d’anonima ombra di grigio velata.
Dov’è finito il tizio che dipingeva arcobaleni?
E l’amico dei giochi tutti i bambini?
Dov’è lo sguardo gioioso, ignaro del male?
Non più vergine ai dolori metafisici
che, si sa, erodono, lenti,
il sistema limbico e dintorni.
Costretto ad evoluzioni- involuzioni
mi ritrovo essere spettatore- attore
di trasformazione irreversibile
fortemente entropica ovvero
a entropia esponenziale,
quindi, mento a me stesso, consapevolmente,
celandomi dietro lo Specchio.
Incapace di ritrovare l’essere padre,
mi rannicchio grigio in concavi giorni
a dipingere maschere colorate.
©
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