Padre mio
Alessandro Porri
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Padre mio
mi manchi lo sento eppur sei ancora qua
sei qua con la tua mente stanca ed assente
provi a dar coraggio ma la mano che trema mente
dai tu forza a me ancora sul finale
digrigni denti e ridi vuoi nascondere il tuo male
mi dici che va bene, che presto starai meglio
io ti vorrei sincero libero dal tuo orgoglio
padre mio mostrati libero ai miei occhi
urla scalcia impreca raccontami i tuo sogni
ma forse è proprio questo il male che ora hai tu
aver capito ormai che sogni non ne hai più
mi fa gelare l'anima vederti andar via piano
quel tuo soffrire nobile che soffoca l'umano
chimiche soluzioni tra rassegnazione e amore
ci costringono a scegliere tra coscienza e dolore
io ti vorrei ancora un attimo in un'unica persona
un'ora solo per noi per poterti parlare ancora
un tempo dove la coscienza scaccia via il dolore
per ringraziarti ancora per la forma del mio cuore
perché proprio ora che stai per salutarmi
e vedo che non smetti proprio mai di amarmi
vorrei dirti grazie, grazie padre Mio
tu sei stato e sei il più bel dono del mio Dio
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L'autore
Alessandro Porri
Nato a Roma, 48 anni fa. Amo ogni forma d'arte che mi permetta di esprimere ciò che sento (spero non si offendano i veri artisti), scrivo, dipingo, suono. Amo descrivere ciò che vedo attorno a me, spesso vengo folgorato da un'immagine o da una semplice sensazione, in generale qualsiasi cosa capace di darmi o togliermi
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