Anche se le mie vene fossero torrenti di ghiaccio

Oltre la fine stridente delle rotaie di un treno perso,
lungo i passi dei massicci dove l’aria rarefatta dilata la mente,
oltre la Via Lattea,
lungo i nebbiosi pendii dell’autunno.
Quando lo spostarsi vigoroso delle tue gambe
sull’orizzonte assopito del sogno
incontra la mia attesa.
Qui, dove il silenzio arde di parole non dette,
sopra l’immutabile mio destino
e un mistero
e un desiderio.
Potrei perdermi nel rumore del nulla
o lasciarmi cadere in una goccia di sangue.
Anche se le mie vene
fossero torrenti di ghiaccio.
Tu scorreresti in me,
in ogni mio sguardo,
che sia sorriso o lacrima.
Nel tempo di un respiro
e nell’eterno del sempre.
Nei giochi di labbra
illuminati da quella luce
che scivola nella sera.
Ti direi basta,
ti direi adesso.
Ti direi che saresti oltre questo spazio,
in ogni frammento della mia anima,
ancora al di là della vita.
©
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L'autore
Alexis
Io sono eterea, intangibile, virtuale. Non sono che astrazione sublime. Un'immagine algida, evanescente, sfilacciata e vacillante, in abito nero.
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