Solitudine d'argento
Curvo è il corpo
e argenteo il capo.
Lo sguardo fissa il vuoto
nel silenzio lacerante.
Stordisce il frastuono
dei pensieri
e dilaniano la mente
- impalpabili -
le voci e i volti antichi.
Uniche compagne,
quelle figure
assillano e tormentano
e sono lì che attendono.
Passi alla porta,
qualcuno finalmente...
Baci, abbracci,
bugiardo è il sorriso
e parole, parole a non finire
per parlare del tuo ieri
e sconfiggere il domani.
Restate, io vi prego,
rimanete ancora,
ché chiusa quella porta
loro ritornano...
i fantasmi.
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Commenti (1)
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M
Marina Como16 giugno 2007
una poesia da leggere tutta di un fiato scritta con linguaggio scorrevole e pause impeccabili che inducono a riflettere ed a prepararsi ad affrontare un altro argomento, un altro verso: ottima anche la struttura. bellissima descrizione della solitudine della vecchiaia e delle paure.