Non ti appartengo

Corpo frantumato
in migliaia di schegge
immagine di dolore
che allo specchio scivola via,
dolore dentro l'anima
fissato eternamente
terrore
che accompagna
il giorno e la notte,
fiato sospeso
bisbigli appena uditi
occhi rivolti al soffitto
mani che scrutano
pugno nello stomaco.
Sognare la fuga
utopia dell'essere normale
che svanisce.
Vivere ogni giorno
libera come soffio di vento,
silenzio che urla nella testa.
Odiare
odiarti
abbandonarsi a quell'inferno
senza colpa alcuna
incubo allucinante.
L'anima non si possiede
la tua forza è solo vigliacca debolezza
che ti umilia
e recide la linfa
che tiene vivo il tuo inutile essere.
Non ti appartengo
anche se le tue mani
illividiscono
aprono rigagnoli di lacrime,
orrore e sangue.
Non ti appartengo
©
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L'autore
Patrizia Pepe
Patrizia Pepe nata a Catania nel 1961, ho vissuto i primi anni della mia adolescenza a Muro Lucano (uno dei 100 paesi più belli d'Italia) in provincia di Potenza. All'età di 16 anni sono andata a vivere da sola a Roma, dove lì ho lavorato e studiato, maggiorenne sono ritornata nella mia città natale dove vivevano i mie
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