Ospizio
Occhi fissi
sguardi spenti
immobili
davanti al niente
la loro vita è passata
sono inutili
per la corsa del presente
che non ha tempo
ma solo fretta
odiosi intralci da accantonare
dove non possan disturbare
un bel sistema
per lavarsi la coscienza
in un ospizio
e non c'è più problema
è tutto normale
è tutto regolare
questa è la civiltà
della nuova società
tutto è predisposto
e per tutto c'è il suo posto
sgradita è l'eccezione
che intralcia la funzione
eccoli là
ad attendere la morte
tutti i giorni uguali
a guardare il vuoto
i ricordi ormai confusi
ed assenti di speranza
più nulla da pensare
più nulla da dire
solo il tempo inesorabile
che sembra non passare mai
qualche visita scontata
di parenti interessati
che per un'ora di dovere
rinunciano al piacere
alcune frasi rituali
lo ingolfan di giornali
poi lo salutan in fretta
che c'è qualcuno che li aspetta.
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Commenti (3)
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Leaf17 giugno 2007
lucida, amara riflessione su una realtà che si ripiega nella malinconia.La scansione dei versi senza soluzione di continuità impone la cadenza dura, senza respiro, che l'argomento trattato impone.Un testo importante, degno di attenzione.
Triste17 giugno 2007
Hai fotografato la triste realtà nella quale si trovano a ”vivere” tantissimi anziani... Vedo quegli sguardi tristi, persi nel vuoto, assenti... Mi è capitato d'incrociare quegli sguardi..mettono addosso un'infinita tristezza...
Berta Biagini17 aprile 2008
una riproduzione perfetta della vita che scorre in questi luoghi pieni di tristezza e di attesa.


