E se poi
fausto di pasquale
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E se poi
il volo di un gabbiano triste
si perdesse, al mio attento sguardo,
oltre la linea retta visibile agli occhi,
cosa raccontar potrò
ai sogni miei.
E se poi
il canto di un gallo impertinente
svegliasse in me desideri sopiti
di un letto che soffre il freddo
della solitudine,
cosa raccontar potrò
ai sogni miei.
E se poi
il cinguettio di un vento
senza meta posasse le sue ali
su di un tappeto di fili d'erba
bruciati dal sole,
cosa raccontar potrò
ai sogni miei.
E se poi
mi accorgessi di aver amato invano
il sorriso di un volto che volteggia
nell'immensa prateria di un cielo
imbronciato di nebbia,
cosa ne sarà di me e
del cuore mio.
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L'autore
fausto di pasquale
Commenti (2)
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Antonio Biancolillo8 ottobre 2014
E se poi... mi perdessi e non riuscirei a ricordare più il mio nome... e i miei passi che ho camminato... che ne sarà del mio volo fatto in quel cielo senza più sogni...??? Sì molto intense arrivano le emozioni in quei tanti " e se poi " che racchiudono tutti in nostri dubbi... Molto apprezzata...
R
Rita Vieni10 ottobre 2014
E se poi... La libertà al risveglio nel giorno sempre uguale, chiedesse di Lei al vuoto solitario che tinge i chiarori delle albe e i toni accessi dei tramonti senza fiamma? Lei tra la nebbia il volto sempre sfuggente, tra il presente sempre anelata! Bravo!

