Figlio
Figlio
che stringi la mia mano
e nel sentiero tiri forte al tuo passo
il mio passo.
Nei tuoi occhi accesi di gioia
mi rispecchio e vedo il mio passato riflesso
quando anch'io forte correvo con il nonno
per i campi graffiato dagli steli
del grano dorato d'estate.
Arrivò la guerra a brucare tutto quanto
non più scroscianti ruscelli
ma lamenti e pianti
echeggiavano nelle piazze
e nei viottoli sommessi
rigavano il volto
dei futuri deportati
Figlio
guarda lontano il sole che sta per tramontare
e fra mille steli di grano
si va ad assopire
Figlio
stringi la mano di chi ti ha plasmato
di chi ha fatto l'amore
e non la guerra.
©
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L'autore
Saverio Cippi
Non voglio assolutamente dire che sia un poeta nato ma le mie frasi sono state sempre apprezzate, a volte magari non hanno molta coerenza ma chi capisce sà che cosa voglio dire. Mi piace scrivere, specialmente sulla carta, a volte il suo profumo è già poesia che non serve scriverci sopra, quel fruscio quel ruvido tocc
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