Una fotografia, che non è la mia
Mirela Stillitano
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Credi di capire, di vedere qualcosa
ti avvicini a passi svelti
calpesti il mio viso di porcellana
rara, cara abitudine
stigmate della mia vanità
di inventare magie per soffrire.
È lontano quello che cerchi
eppure lo afferri.
Lungo la mano indecisa le linee cadono
la storia dispera di ritrovarsi,
sono bianca arte di restare in disparte
fra sensi incompiuti.
Un punto, altri ancora e nessuna sutura
che duri.
Di chi sia il cuore che ora tace orgoglioso,
soddisfatto d'aver nuova preda
non importa, questo amore distorto
ha la sua gloria.
Hai la tua ricompensa, vai pure via
con una fotografia, che non è la mia.
Buona vita, buona vita, vita
ho vinto e perso ancora la tua partita.
©
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Mirela Stillitano
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