Sogno dei "cenci"in un giorno di festa
Sto solido in questo sito "come d'autunno sugli alberi le foglie". Ho scritto sotto vari nick, quali"lo strimpellatore" e altri, ma in realtà sono quel Lorenzo Crocetti per sette volte almeno cacciato dal sito per i suoi interventi, da spirito (forse troppo) libero, ma poi sempre riaccettato. E continuo a starci beata
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Struggente ed armoniosa poesia di una dolcezza pascoliana che sembra riecheggiare "Romagna" del grande Maestro. Un' acuta nostalgia del tempo andato e di perduti affetti familiari si confonde con il profumo di viole che pervade il convivio di un giorno di festa. E soltanto in Poesia l'Autore potrà ricongiungersi con i cari ormai trapassati e tornare nella perduta casa in campagna. "Ma da quel nido rondini tardive- tutti tutti migrammo un giorno nero- io la mia patria or è dove si vive- gli altri son poco lungi in cimitero". Una lirica questa che vola somma sulle ali della Poesia.
