Sono la tua bambina

Non era un gioco
Ombre la rincorrono
maledettamente veloci,
si copriva tutta
la devastava la paura.
"Spiegami, mamma
la favola dell’orrore"
No, non era un gioco.
Lascivo odor di fiato
come torrente in piena
s'avvicinava,
scorrevan veloci
libidinose
le viscide mani sudate
peccaminose
sulla sua schiena bambina
Incubi senza fine conati,
disgusto lussuriosi
serpenti occhi di fuoco
orrore violenze.
"Mamma, mamma!
"l'urlo straziante s'alzava,
col fiato sospeso
la sua sorte inerme attendeva.
"Mamma, dove sei...
poi flebile voce,
mamma sono la tua bambina!
Urlava la piccola.
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L'autore
Agnese Giallongo
Giallongo Francesca Agnese è nata a Milano, è vissuta in collegio frequentando fino alla 5 elementare. All'età di 16 anni si trasferisce in Germania dove lavora si sposa, ha 3 figli ed è nonna di 5 nipotini. Da 12 anni si è trasferita in Sicilia in una località sul mare e lì è nato il suo amore per la natura .
Commenti (1)
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Splendido Leotta Michele13 ottobre 2014
penetrante sconvolgente e disarmante, specie se fra le mura domestiche... come potrebbe fare intendere questa sentita poesia che decanta un importante aiuto, quello della mamma che con voce supplichevole sono la tua bambina... l'implora... aldilà se ho compreso o meno...è un'importante sentita poesia sulla violenza e fa riflettere... apprezzata
