A genova

E ancora
ho il cuore e le mani sporche di fango.
Il fiume ha esploso la sua rabbia
si è alzato abbattendosi
impetuoso sulle strade, vicoli e piazze.
Più veloce dell'occhio
ha spazzato via la città.
Piange Genova che più lacrime non ha,
risuonano tra le vie urla mute,
campane hanno imparato
a suonare a morto.
Tutto tace solo il rumore delle pale
battono sul selciato
e s'ode un canto antico,
il dolore stagna e si spande
sulla crosta del fango
dove annegano i bei colori
e tutto si fa bianco e nero.
Quel che ieri c'era oggi non c'è più
e mai potrà tornare uguale
quell'angolo di strada
ingoiata nel buio di una notte.
Anche la Lanterna si fa più piccola
e più fioca si fa la sua luce,
così come come si perde il mio sguardo
a guardare il mare ancora blu.
©
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