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Introspezione 15 ottobre 2014 · lettura 1 min · 730 letture

Il colore della paura (panico notturno)

ChristianMatFra 82 poesie pubblicate
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Latrati notturni lacerano il sonno, che tenuamente, profondamente accoglievo, tra le braccia possenti di Morfeo, gioivo silente. Mal partorivo questo divenire, mia coscienza coglieva nutrimento nell'ansietà, gocce di attimi discendevano dal volto, sfollavano 'l cuore palpitante da liete novelle. Come flebile fiammella si smorza, la ragion felice, nella cupa notte, dove ancor più feroci latrati, si facevano artigli insanguinati, impastati, del terrore mio scrosciante, apparentemente disceso nel limbo, d'un lungo passato, sorprendentemente risalito dal pozzo dei ricordi, bagnato, nel mio lenzuolo m'attorciglio, tremante, come foglia d'autunno. L'abbraccio possente d'un "Sogno" m'avvolge in un riflesso che non v'è più, dove un Dio diverso è arrivato, "Rosso" come la paura del non ritorno.
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Quando le paure recondite rifluiscono! In qualsiasi istante!

L'autore
ChristianMatFra

Ciao cari amici!! Mi chiamo Christian ! Per me è una grande emozione approdare in questo sito. L'ho trovato spinto dalla mia passione per la poesia, è stato un richiamo "invisibile", profondo. Reputo la poesia la massima espressione dell'anima,che sfocia nella materia scrivente,indelebile nel tempo,quell'espression

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Commenti (3)

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Anna6215 ottobre 2014

E' la paura del "non ritorno" quella che, solitamente ci coglie la notte, quando si è soli e la solitudine si attorciglia alle lenzuola e la notte sembra non finire mai...

Selene Rossi16 ottobre 2014

Hai descritto molto bene il sogno lucido, quando si fa incubo e non si riesce a svegliarsi, forse quasi si è consapevoli di sognare, di vivere in questa dimensione oscura, ma non si riesce a tornare. Provata... Condivido il pensiero. Ammettendo che mi capita anche per sogni meravigliosi pr i quali la paura del non ritorno è assente, ma rimane l'incapacità di svegliarsi, pur sapendo di sta sognando. Poesia Molto bella e sentita...

Matilde Marcuzzo16 ottobre 2014

nel gesto crepuscolare che di pugno indugiò lievemente, esce istantaneo un atto ove la paura s'affolla e si smarrisce al contempo. plauso