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Sociale 17 ottobre 2014 · lettura 1 min · 664 letture

Il boa

A
Argo 36 poesie pubblicate
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Muoiono l'ormai vuote speranze su di esse detritici cumuli di giornate stanche, crollano. Sismici i silenzi serpeggiando rovinosamente tra le mostruose macerie ordiscono trame di sola paura in pause di strazianti attese. Poi l'attimo che segue, subdolo il boato stritola la quiete vibrano le vite come quelle case sono già cadute, odono il rumore che trascina a terra tutto ciò che resta, mentre il dissapore misto all'amarezza bagna come pioggia l'uomo ormai distrutto, l'uomo che sgomento dissepolto aspetta, che la vita stessa anche se una sola muoia un altra volta, che quella speranza non sia più la stessa, non sia più da sola l'ultima a morire dopo un altra scossa, l'ultimo sussulto che non sa finire, per chi sopravvive senza una risposta.
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molti di noi non sanno o non sapranno mai cosa può significare essere vittime di un terremoto, ma dobbiamo sempre ricordarci che ci sono persone che ancora ne vivono le dolorose conseguenze, nel nostro piccolo possiamo tentare di essergli vicini se non con i fatti almeno ricordandoci di essi per non dimenticare.

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L'autore
Argo

Capii di amare l'espressione poetica sin dalle scuole elementari, la mia prima poesia fu a tema sul volo degli uccelli, e come per incanto il loro librarsi spaziò in me, volando nel cielo sconfinato della mia anima. E fu così che compresi come in tutti noi è racchiuso qualcosa di unico, una sorgente ispiratrice ines

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