Il boa

Muoiono l'ormai vuote
speranze
su di esse detritici
cumuli di giornate
stanche, crollano.
Sismici i silenzi
serpeggiando rovinosamente
tra le mostruose macerie
ordiscono trame
di sola paura
in pause di strazianti
attese.
Poi l'attimo che segue,
subdolo il boato
stritola la quiete
vibrano le vite
come quelle case
sono già cadute,
odono il rumore
che trascina a terra
tutto ciò che resta,
mentre il dissapore
misto all'amarezza
bagna come pioggia
l'uomo ormai distrutto,
l'uomo che sgomento
dissepolto aspetta,
che la vita stessa
anche se una sola
muoia un altra volta,
che quella speranza
non sia più la stessa,
non sia più da sola
l'ultima a morire
dopo un altra scossa,
l'ultimo sussulto
che non sa finire,
per chi sopravvive
senza una risposta.
©
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L'autore
Argo
Capii di amare l'espressione poetica sin dalle scuole elementari, la mia prima poesia fu a tema sul volo degli uccelli, e come per incanto il loro librarsi spaziò in me, volando nel cielo sconfinato della mia anima. E fu così che compresi come in tutti noi è racchiuso qualcosa di unico, una sorgente ispiratrice ines
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