Festa di paese
Davide Ghiorsi
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Suoni, balli e risate di gioia,
nella festa che gonfia la sera,
e lascia ai lati brandelli di noia,
come ricci di buccia di mela.
Mi riporta negli anni lontani,
il fumo spesso che vien dai bracieri,
e si aggrappano al cuor come mani,
i ricordi, felici, di ieri.
Ti rivedo là, gonfio di vino,
col sorriso che si ha nei vent’anni,
freschi e verdi come aghi di pino,
nelle notti vissute da insonni.
Vedo il tuo spensierato ghignare,
vedo gli occhi, tuoi, allegri e sfottenti,
li rivedo... ed il cuor mi fa male,
nel pensare che adesso son spenti.
E l’orchestra continua a suonare,
e la gente continua a gioire,
ma le risa non san più ingannare,
questi passi che san di finire.
Caro amico, sai, il tempo ferisce,
poi la vita può farsi veleno,
poi vien buio, ed il buio rapisce,
quel che prima credevi sereno.
Caro amico ora dormi il riposo,
e che il sonno sia lieto ed eterno,
mentre il suono d’orchestra, or penoso,
muor nel cor, mio, ormai fatto d’inverno.
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Davide Ghiorsi
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