Capisco

E capisco i miei fluidi ragionamenti,
come se fossero pensati da uno straniero,
in voce grottesca alla fine di una riva .
Come vedrò quelle giornate,
allacciate alle tempere risate?
E di matita avrò le figure sagomate
Della mia inutile e vuota vita ...
Carina, di lode sarò spalmata sulla fronte
E in guerra andrò con armate di tempesta,
finché il globo non si fermerà ...
E capisco
, rapita da rocce paleolitiche,
i miei atteggiamenti
ormai reperti di un’antica glaciazione .
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