L'arpa
Davide Ghiorsi
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E' buio nella valle,
è notte sulla vetta,
non s'ode alcun rumore,
che un canto di civetta.
Ma sale dolce un suono,
dai paesi abbandonati,
di note mai composte,
di accordi mai ascoltati.
Che danza con il buio,
s'adagia tra le foglie,
s'aggira nel paese,
tra l'umide sue spoglie.
E va di porta in porta,
a dar la buona notte,
a quelle case vuote,
con le finestre rotte,
E' un suono che conosco,
che sa di nostalgia,
è il suono del ricordo,
è l'arpa di Maria.
Par quasi di vederla,
coi suoi capelli rossi,
suonare lieta al fiume,
per dar la nanna ai sassi.
Suonare al sole stanco,
al cippo d'un soldato,
e persino al Padreterno,
quando era addormentato.
Suonava per i buoni,
suonava per gli sciocchi,
per tutte le persone,
che eran solo nei suoi occhi.
Dicevan che era pazza,
dicevan:" fu una strega",
ma il suono s'ode ancora,
come anima che prega.
E torna a riadagiarsi,
tra quelle case spente.
chissà se c'è davvero,
o è sol nella mia mente.
C'è un luogo in fondo al cuore,
che il tempo non rapisce,
ma debole fa l'uomo,
se ascolta e non capisce.
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