Fuga in casa mia

Matilde Marcuzzo nasce nel 1977 a Lamezia terme, in provincia di Catanzaro. Si laurea a Salerno in Lingue e letterature straniere. La scrittura, la cultura di altri popoli e i viaggi, sono sue passioni privilegiate. Ama la lettura e la poesia, predilige scrittori come Garcia Marquez, Neruda, Baudelaire, J. Rhys, Baric
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in quest'era glaciale di vuoti, di mancanze, di bisogni lasciati a metà, di sogni spezzati nonostante la fatica e l'impegno, nonostante le corse e gli affanni, quante dietro i muri di casa e quante sotto questi tetti di stelle, quante battaglie per difendere le nostre amate "fortezze". Ribelliamoci e alla staticità portiamo vento, scuotiamo le coscienze, facciamo rumore, detergiamo la vita e tocchiamo quei visi, riprendiamoci l'attenzione, riprendiamo l'intero di un cuore.
Un certezza: non è un testo che si può leggere in " toccata e fuga ", anzi da leggere e rileggere, personalmente trovo sia una poesia di pregio, scritto con l'impeto di una mano in stato febbrile, grande capacità di esprimersi, e questo emerge dal fatto che mantiene un bel ritmo dall'inizio alla fine, tenendo incollato il lettore, denota forza, una ribellione che si fa scudo per proteggersi da tutto ciò che circonda e ferisce, emerge la sensazione del volersi estraniare dai temporali che si abbattono addosso... in attesa del momento propizio per rompere quel lucchetto e spalancare gli occhi su nuove aspettative. Poesia degna di nota, Autrice di notevole talento, complimenti.
E sono sbarre, queste mie ossa che ostacolano la fuga, ragnatele, questi miei pianti che ostacolano l’oblio del mio malessere, sublime voce pulsa in aria, nell’idea statica di questa assenza, muta come un insetto che ha famein un fiore rosso come le labbra che non assaporo più...trovo la poesia ma soprattutto questa strofa una sintesi di stile e pathos. Poesia che ha un "suono" musicale che invita alla lettura.



