Venne l’inverno
Francesco Falconetti
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Venne l’inverno,
e abbandonammo canzoni e spartiti su di un pianoforte
mentre il gelo c’avvolgeva canuto il volto.
Attendemmo, tenacemente beffati dalle illusioni del passato
che affioravano,
artatamente portate a riva
dal bisogno insostenibile d’amore,
che ci seppelliva l’anima
tra il passato ed il presente
così spudoratamente esplicito
che, come demone in fuga, c’inseguiva
nella banalità d’esistere
e un po’, già morire.
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L'autore
Francesco Falconetti
A volte, così docile, mi lascio cullare. Questo mutevole vento (che talvolta ritorna), mi trasporta, così lontano.
Commenti (3)
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Rosita Bottigliero24 ottobre 2014
Questa calura di ieri che annuncia l'inverno del tempo, stagione fredda. ... Momenti di vita ...bellissimi versi.
Catia Dinoni24 ottobre 2014
Venne l'inverno/ e un po', già morire/ L'inizio e la fine... quel velo di brina che si deposita sui sentimenti, lasciando quel senso di sospensione e un brivido di malinconia. Molto apprezzata Francesco.
Alberto De Matteis24 ottobre 2014
Con l'inverso si chiude il ciclo delle stagioni ed è come... un po' morire. Immagini suggestive che fanno riflettere sulla caducità della vita.



