Terra mia
Maria Rosa Cugudda
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Da gitana poso le orme
su Terra divenuta ormai straniera
gelida ai raggi di luglio
Mormora stanca l'Onda
"figlia, più non sei:
spento è lo sguardo
di granito il cuore,
dov'è il tuo Amore?"
"L'ho perso una fredda notte d'inverno
e al nulla m'ha incatenato"
"No, figlia, piangi ma non morire!
dell'amor vostro
testimone son io,
Eternità era già nel vostro animo
quando felicità gli sguardi cingeva"
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L'autore
Maria Rosa Cugudda
Maria Rosa Cugudda Serra, è nata in provincia di Oristano, ma residente da oltre trent'anni in Piemonte, felicemente sposata con un medico, col quale collabora nella sua attività. Laureata in Pedagogia, con tesi in Sociologia "Le malattie mentali degli emigrati"; è stata allieva del sociologo bolognese Achille Ardigò
Commenti (2)
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Alberto De Matteis24 ottobre 2014
L'amore per la propria terra non può mai venir meno, anche quando pensi che tutto porti a questa conclusione. Tanti sono i ricordi, che, se anche un po' sbiaditi, rimangono indelebili nel cuore.
carla composto28 ottobre 2014
versi commoventi una terra lontana come lontano il ricordo di un mondo felice... il mio sinero elorio


