La salita
Disponi la mente tua in meditazzione
e 'r còre tuo in adorazzione
nun pensà a gnente e nisuno
fissate lo sguardo sull'Uno.
Scarica tutta la tenzione
nun pensà alla confusione
che lega st'umana coesione.
Tu nun sei più un omo
sei quarcosa de ppiù elevato,
sei no spirito affrancato,
senza ali ma voli bbeato,
eri un angelo dar cielo gettato,
mò ricordete, ce sei tornato.
Nun è mica tanto compricato,
drento te c'è la luce der creato,
er respiro s'è fatto delicato,
puro er tempo s'è fermato.
Attorno è bujo, tu sei illuminato,
tutto cambia nella vita,
mò sei pronto pe'lla salita.
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Commenti (1)
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adriana sini31 ottobre 2014
l'ho letta e trovata delicatissima... e hai ragione: il romanesco per te è un punto di forza in più! sei bravo sopratutto nell'ironico ma (come in questo caso) nella prosa impegnata