Niente di me né oltre me
Gabriella Franchi
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Non schiarisce la voce
il nodo l'avvolge
e senza tregua sconvolge
soffocati singhiozzi
ascoltano la eco
di lacrime voluttuose
appena sfiorano il viso
diafano
che neppur io
riconosco
suono sordo mi
fa trasalire
rabbrividendo
con tutti i miei perchè
avevo tutto
ed ora come albero
spoglio d'autunno
non ho più ...
Forza e vita smarriti
nell'amplesso temporale
del niente
or soffro
scarlatte stille d'amore
copioso ti dono
opimo come le immensità
della gratitudine a Dio
mentre vi penso
ed il desiderio di vita
si fa denso
stupita che mai
avrei potuto avervi
Dove potrò averti libertà?
Tu che ora rapisci
pensieri meno affini
della mia sola ragione
Quando potrò viverti libertà?
Là dove pensiero e sogno
s'incontrano
dove realtà e cuore
ne contemplano
la verità
In questi istanti
la luce oltre il vetro
bacia
il mio stanco cuore
in tumulto
violata da quella
luminescenza
cui non voglio
sottrarmi
Or si palesano ricordi
più nitidi...
ma son le nebbie...
la paura fa capolino
ed io non sarò più
niente di me
né oltre me
increspato
amaro sorriso
©
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L'autore
Gabriella Franchi
Non sono poeta, lo ero alle elementari quando scrivevo per il giornalino della scuola. Ricordare questo mi fa sorridere," perché allora avevo più talento!" proprio perché scrivevo mamma e papà mi regalarono la macchina da scrivere,"un segno del destino?" scrivo per diletto favole per bambini. Mi definisco sempre ac
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